Nel 2016 la Fondazione Gianni Pellicani è tornata a proporre laboratori e itinerari didattici alle scuole superiori del Comune di Venezia, nell’ambito delle iniziative di valorizzazione dei fondi archivistici sull’impresa veneziana avviate dal progetto “Archivi della Politica e dell’Impresa”.
Dopo gli itinerari degli anni 2014 e 2015, dedicati all’area industriale di Porto Marghera, la nuova proposta ha avuto per oggetto un’altra realtà significativa della città e del territorio veneziano: il Porto, inteso come luogo, o meglio come insieme di luoghi, di funzioni e di strutture.
Nell’ambito di questa esperienza è nata la pubblicazione Venezia Città portuale.
L’obiettivo del progetto era offrire ai cittadini più giovani spunti di osservazione e strumenti di interpretazione storica rispetto ad elementi del paesaggio urbano costantemente sotto i nostri occhi. Edifici, infrastrutture, aree di insediamento produttivo: luoghi che costituiscono tracce significative dei processi di trasformazione recenti e lontani. La proposta ha inteso fornire agli studenti uno sguardo d’insieme su tali processi e anche sulle delicate questioni della portualità di oggi.
Gli itinerari didattici sono stati realizzati in collaborazione con l’Autorità Portuale di Venezia – nell’ambito del programma di “Porto Aperto” giunto alla diciassettesima edizione – e il Servizio degli Itinerari educativi del Comune. All’iniziativa hanno partecipato quasi 150 studenti di classi terze, quarte e quinte degli Istituti Luzzatti-Gramsci e Edison Volta, e si sono articolati in due momenti principali:
1. Incontri in classe, in cui agli studenti veniva illustrata l’evoluzione del porto veneziano tra Otto e Novecento, dalla costruzione della Stazione marittima nel 1880 sino alla realizzazione dell’area commerciale e industriale di Porto Marghera nei primi decenni del Novecento; le tematiche sono state affrontate facendo uso di materiali fotografici, cartografici e audiovisivi.
Agli studenti è stato consegnato il volume Venezia città Portuale (realizzato congiuntamente da Fondazione Pellicani e Autorità Portuale di Venezia) che descrive l’evoluzione del Porto, dal punto di vista storico, geografico e funzionale.
2. Un itinerario guidato, grazie al quale gli studenti sono stati condotti attraverso le aree e i canali portuali, a partire dal waterfront portuale di San Basilio, fino ad arrivare a Porto Marghera.
I ragazzi hanno potuto osservare durante il percorso a piedi alcune strutture portuali (in particolare Magazzini del porto franco e Magazzini generali) ed edifici industriali della Venezia di fine Ottocento, la cui costruzione è connessa con lo sviluppo e l’evoluzione del porto (Molino Stucky, Manifattura Tabacchi, Cotonificio veneziano). L’itinerario è proseguito poi su un’imbarcazione attraverso i principali luoghi del porto novecentesco: Porto Marghera con i suoi canali (Canale industriale Nord e Ovest) e le sue aree dedicate al traffico commerciale e industriale (Insula commerciale e moli portuali, bacino di Fincantieri).