Con il coordinamento del COSES e la collaborazione del Comune di Venezia, della Marco Polo S.r.l. e del Centro Internazionale Città d’Acqua, la Fondazione Pellicani ha promosso nel 2009 lo studio Le Polarità del Waterfront: da Porto Marghera a Tessera.
Una ricerca che ha inteso scattare la fotografia di tutto ciò che si muove lungo una striscia di terra di trenta chilometri, che corre sul bordo dell’acqua: il waterfront di quella Grande Città, della “metropoli”, che rappresenta la più grande risorsa del nostro territorio.
Il waterfront sorge in un ecosistema unico al mondo, e contiene in sé un’area portuale industriale sterminata, di circa duemila ettari, con circa 14 mila addetti e 700 aziend. All’estremità opposta, sul bordo della gronda, il terzo aeroporto italiano, che supera ormai i 7 milioni di passeggeri. Nel mezzo, il waterfront urbano, che mette in comunicazione la terraferma con il centro storico, attraverso l’asta di via Torino e le aree del Vega e del Parco di San Giuliano, che gli interventi di rigenerazione ambientale hanno già riconsegnato alla città.
Il testo della ricerca è stato composto a cura del COSES da Pierpaolo Favaretto
(con la collaborazione di Silvia Aliprandi, Luca Ciresola, Vania Colladel, Giuseppina Di Monte,
Marina Dragotto, Giovanni Santoro, Isabella Scaramuzzi).
Contributi di:
Ponti sul Waterfront – Turiddo Pugliese (Comune di Venezia) – Acque (e terre) internazionali – Marta Moretti, Oriana Giovinazzi (Centro Internazionale Città d’Acqua, Venezia).
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