La lettera al Papa di mamma Armanda

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Alberto Trentini è da 412 detenuto nel carcere Rodeo 1 in Venezuela. E anche il 2026 è iniziato senza che di lui si abbiano nuove notizie.

Negli scorsi giorni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, attraverso una telefonata, ha fatto sentire la vicinanza delle istituzioni a mamma Armanda, alla famiglia e agli amici.

Ma nulla si è ancora sbloccato. Nell’ultimo giorno del 2025 la mamma di Alberto ha così inviato una lettera a Papa Leone XIV e un’altra lettera aperta a tutta la comunità nazionale. Lettere che oggi pubblichiamo integralmente (di seguito a questo articolo) e che sono state lette davanti al tempio di Minerva, al Comune di Assisi, dall’associazione Articolo 21 con il coordinatore nazionale Beppe Giulietti

La lettera al Papa:

Santo Padre, mi rivolgo a lei e mi scuso per rubare parte del Suo tempo prezioso.
Sono la mamma di Alberto Trentini, di Venezia, un ragazzo che da sempre si è occupato dei più deboli nei vari Paesi del mondo (Ecuador, Perù, Nepal, Etiopia e Colombia) e di questo suo impegno ha fatto una professione. Di questo noi genitori siamo sempre stati orgogliosi. Nell’ultima esperienza di lavoro, a ottobre scorso, era in Venezuela con la Ong Humanity e Inclusion e il 15 novembre 2024, mentre si recava in missione a Guasdualito è stato fermato e trattenuto. Sappiamo che è rinchiuso in una struttura di detenzione a Caracas, senza che gli siano state contestate formali accuse e da allora abbiamo potuto sentirlo due volte ma nessuno è riuscito a vederlo. Sono ormai nove mesi e noi siamo disperati per l’esasperante lentezza delle trattative. E’ il nostro unico figlio ed è la ragione della nostra vita. Pensiamo che ogni giorno in più in carcere mini il suo equilibrio fisico e psichico. E questo pensiero ci atterrisce. A casa abbiamo una situazione difficile: mio marito, il papà di Alberto, malato da tempo, si dispera perché ha paura di non riuscire a vederlo tornare a casa libero. Noi fin dall’inizio siamo supportati dalla nostra avvocata, Alessandra Ballerini di Genova, ed è suo tramite che abbiamo osato scrivere a Lei. Il nostro Governo ha avviato con tanta fatica le trattative per arrivare alla liberazione di Alberto. Ci sono persone che ci aiutano con discrezione. Ci siamo avvalsi della stampa, della televisione ed abbiamo messo in atto ogni sorta di eventi e manifestazioni a Venezia e nella nostra parrocchia. Abbiamo anche promosso un digiuno a staffetta al quale hanno aderito centinaia di persone e tra queste anche il Patriarca di Venezia e don Luigi Ciotti. Ora santo Padre affidiamo a Lei il compito più difficile: che le Sue preghiere e la Sua mediazione arrivino al cuore di chi lo ha imprigionato.
(firmato Armanda Colusso Trentini)

L’appello pubblico di oggi:

Chiedo scusa per essere ancora una volta ad assillarvi con la mia presenza. Torno a chiedere aiuto a tutti voi perché mio figlio Alberto Trentini è ancora in prigione in Venezuela senza alcuna colpa. Io non posso restare immobile di fronte a tanta ingiustizia! le notizie che arrivano dai prigionieri del carcere Rodeo 1, dove è richiuso da 13 mesi nostro figlio sono insopportabili. Confido nell’operato del mio Governo, ma dopo così tanto tempo penso ci sia la necessità di adottare un altro approccio, forse più diplomatico, con il Governo del Presidente Maduro e l’azione per essere efficace non può che essere condotta in sinergia con tutti gli attori in campo, noi compresi. Non accetto più che mi si dica che prima o poi Alberto tornerà a casa. Mi domando ogni giorno: come tornerà Alberto dopo essere stato rinchiuso tutti questi mesi in una cella di due metri per due, senza poter fare nessuna delle cose che amava: leggere, ascoltare musica, passeggiare, comunicare con i suoi affetti, aiutare il prossimo?
Sappiamo dai racconti di chi è stato liberato che Alberto è molti dimagrito, provato nella salute e nella psiche. Ogni ora in più di prigionia lascia ferite difficilmente sanabili. Abbiamo aspettative sull’operato dell’osservatore Onu, ma non avendo certezze ho bisogno dell’aiuto di tutti gli italiani e di tutti coloro che vogliono la liberazione di Alberto. Ci aspettiamo dal nostro governo una qualche rassicurazione sul loro impegno perché dobbiamo sapere, come cittadini, che i nostri governanti stanno facendo il necessario e anche l’impossibile per liberare al più presto Alberto e abbiamo bisogni di conoscere le strategie poste in atto e di vedere finalmente, dopo 410 giorni di ingiustificabile prigionia, dei risultati.
Voglio aggiungere un grazie al Presidente Mattarella che ha espresso vicinanza alla mia famiglia e si è unito alla richiesta di liberazione di Alberto. A noi quella telefonata ha regalato un po’ di speranza.
Ora chiediamo a gran voce che con il 2025 finisca la prigionia di Alberto e che con il novo anno arrivi la sua liberazione.
(firmato Armanda Colusso Trentini)

Il servizio del Tg3:

    La Fondazione Gianni Pellicani è una fondazione di cultura politica inaugurata nel 2007. Si propone di favorire la crescita culturale, sociale e politica della collettività, nonché di stimolare la formazione del pensiero politico e l’evoluzione delle tecniche di gestione della cosa pubblica.
    Il suo piano di attività si articola in tre ambiti: l’accrescimento e la diffusione della cultura politica, l’analisi delle trasformazioni contemporanee della città di Venezia, lo studio della storia politico-amministrativa del Comune di Venezia a partire dal secondo dopoguerra.