Il mondo sulle spalle. Una storia famigliare e politica

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Il 28 febbraio 2025, all’Auditorium M9 di Mestre, la Fondazione Pellicani ha presentato il libro “Il mondo sulle spalle. Una storia famigliare e politica”, di Giulio Napolitano.
Con l’autore, hanno discusso Massimo Cacciari e Serena Bertolucci, in un incontro moderato da Nicola Pellicani.

Nel centenario della nascita di Giorgio Napolitano, è stata l’occasione per tornare a riflettere sulla figura dell’ex Presidente della Repubblica, che è stato da sempre un amico di Venezia, fin dall’inizio vicino alla Fondazione intitolata a Gianni Pellicani con il quale ha condiviso mezzo secolo di vita politica.

Giulio Napolitano ci ha consentito di guardare l’ex Presidente da un’angolazione inedita, dal punto di vista del figlio che con una memoria prodigiosa ha sviluppato un racconto in cui il privato si fonde con il pubblico.

Mestre nel ‘700

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Venerdì 18 dicembre 2015, alle ore 18, presso il centro Santa Maria delle Grazie (via Poerio), si è svolta la conferenza-spettacolo dal titolo: “Mestre nel ‘700. Un Versaglies in piccolo”, che nasce da una battuta che Carlo Goldoni fece dire a Pantalone nella commedia “La cameriera brillante” sulla bellezza di Mestre nei secoli scorsi.
La conferenza, sostenuta dalla Fondazione Pellicani, ha ruotato attorno alla figura di Giacomo Durazzo, ambasciatore dell’Impero d’Asburgo a Venezia tra il 1764 e il 1784. Una figura finora mai ben approfondita, che aveva una grande villa con teatro a Mestre in piazza Barche, di cui non c’è più traccia dall’Ottocento.
La conferenza-spettacolo ha ricostruito per brevi tratti la figura del Conte Durazzo e ha presentato la lettura di alcune scene di opere teatrali del Settecento che hanno per argomento Mestre. In particolare “La cameriera brillante” di Carlo Goldoni, l’unica sua commedia ambientata a Mestre; “La Villeggiatura di Mestre” di Giovanni Dolfin e un intermezzo musicale “Le contese amorose di Mestre e Malghera per il trono” di Antonio Gori dove le due località si contendono un trono tra Carpeneo e Bottenigo. Una testimonianza molto significativa della storia di Mestre, finora mai valorizzata e ancora sconosciuta ai mestrini. Un altro motivo per lavorare sulla memoria della nostra città.

Il cinema negli anni di piombo

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L’esposizione Trittico è stata preceduta dalla rassegna cinematografica La notte della rivoluzione. Il cinema negli anni di piombo, realizzata presso il Centro Culturale Candiani di Mestre. La rassegna ha offerto una significativa panoramica delle produzioni cinematrografiche dedicate al tema del terrorismo, con particolare riferimento alla vicenda italiana degli anni di piombo.
Si è cominciato con Germania in autunno, un film coraggioso, lucido e controverso sugli anni di piombo tedeschi, firmato a più mani nel 1978 da Alexander Kluge, Volker Schloendorff, Rainer Werner Fassbinder, tra i migliori nomi del cinema tedesco anni Settanta. Il film denuncia il clima di caccia alle streghe all’indomani delle misure adottate dalla polizia contro i terroristi della Raf, con il rischio che venissero meno le libertà civili.
È sempre una regista tedesca, Margarethe von Trotta, con il suo titolo più famoso, Anni di piombo (1981) – diventata formula-simbolo per parlare di quel periodo della storia europea – a offrire, ulteriori riflessioni, ispirato alla storia reale di due sorelle una delle quali divenne terrorista (il film fu acclamato con il Leone d’oro a Venezia).

È stato poi il cinema italiano il protagonista delle altre pellicole della rassegna. Colpire al cuore (1982) di Gianni Amelio, sposta l’obiettivo della macchina da presa sui conflitti tra generazioni raccontando di un professore (Jean-Louis Trintignant) amico di brigatisti denunciato dal figlio ai carabinieri. Nel cast un’attrice sensibilissima del nostro schermo, Laura Morante.

Con Segreti segreti (1984) di Giuseppe Bertolucci, si parla ancora di conflitti: è la storia di Laura (Lina Sastri), terrorista di origini altoborghesi, che proprio tra le calli di Venezia ha ucciso un giudice nonostante le indecisioni del suo compagno.

Il film-emblema della rassegna è Il caso Moro, girato nel 1986 da Giuseppe Ferrara con un grande attore del cinema impegnato, Gian Maria Volonté nel ruolo dello statista ucciso dalle Br: stile tra il documentario e il thriller per un lavoro molto politico con accuse esplicite alla Dc.

Negli anni Novanta la riflessione del cinema – e non solo, anche del teatro – sul terrorismo privilegia la psicologia alla sociologia o al documento: La seconda volta (1996) del sensibilissimo regista calabrese Mimmo Calopresti (protagonisti Nanni Moretti e Valeria Bruni Tedeschi) racconta di un professore universitario di Sociologia che incontra per caso la terrorista che 12 anni prima gli ha sparato in testa; lei non lo riconosce, lui avvia un impossibile confronto con la donna.

Altro film in cui il protagonista è Aldo Moro, Buongiorno, notte (2003) di Marco Bellocchio, autore “psicanalitico” che qui racconta sequestro e prigionia dell’uomo politico democristiano, interpretato da un asciutto Roberto Herlitzka, con due attori dell’ultima generazione del cinema italiano, la bravissima e intensa Maya Sansa e Luigi Lo Cascio. La Sansa è una brigatista intima e tormentata, lontana dai cliché, come a suggerire che a impugnare una pistola e uccidere può essere, al di là del proclama ideologico, una persona qualunque.

La notte della rivoluzione. Il cinema negli anni di piombo si è conclusa con La meglio gioventù, affresco storico di Marco Tullio Giordana, del 2003, dello stesso regista che aveva dedicato un duro film giudiziario all’assassinio di Pier Paolo Pasolini (e qui cita esplicitamente il poeta friulano, “La meglio gioventù” è un libro di poesie in friulano pubblicato nel 1954): dagli anni Sessanta a oggi come cambiano l’Italia e gli italiani, dal boom alla contestazione al terrorismo fino alla crisi dei nostri giorni.

Rassegna Stampa:

Trent’anni di rapporti tra Venezia e la Cina – RICERCA

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Questa ricerca, che riassume trent’anni di rapporti tra Venezia e la Cina, rappresenta un contributo alle attività del Comitato Promotore Shanghai 2010.

Lo studio, a cura di Giuseppe Saccà, partendo da fonti primarie approfondisce gli anni che vanno dalla firma del gemellaggio Venezia-Suzhou (24 marzo 1980), uno dei quattro che Venezia ha stretto con città estere, alle elezioni amministrative del 1985. Per gli anni successivi ci si è affidati a fonti secondarie.

Ripercorrendo alcuni dei momenti salienti del gemellaggio tra Venezia e Suzhou emerge come esso abbia reso possibile una collaborazione di ottimo livello qualitativo che si è tradotta in progetti culturali e a carattere ambientale.

La Ricerca

Inaugurazione della piazzetta Gianni Pellicani – Il discorso del Sindaco Giorgio Orsoni

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Discorso del Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni in occasione dell’intitolazione della piazzetta sottostante la Torre Civica di Mestre a Gianni Pellicani, il 2 settembre 2010.

“Signor Presidente, autorità, cari cittadine e cittadini

È con grande piacere e viva soddisfazione che la città, con l’onore della presenza del Capo dello Stato, inaugura oggi questo luogo, denso di significato per Mestre e i suoi cittadini.
Un piccolo pezzo di città che doveva essere restituito al suo splendore perché ricco di simboli e storia. Questa torre, che sarà presto oggetto di un accurato restauro, è una parte importante della nostra identità, del nostro sentire. Un sentimento che deve essere difeso, preservato e trasmesso.

Questa piazzetta rappresenta simbolicamente la città che vorremo vedere nel nostro futuro, le azioni che l’Amministrazione vorrà compiere. Dagli anni Sessanta Mestre è stata caratterizzata da pesanti interventi edilizi che ne hanno modificato negativamente la struttura e l’aspetto originari. Questo pregevole intervento che ha ridato dignità e bellezza a questa importante parte di Mestre, e che oggi ci apprestiamo ad inaugurare, si inserisce nel disegno complessivo di riqualificazione di tutta l’area urbana nella quale i servizi, i trasporti, la sostenibilità, dovranno caratterizzare la natura stessa di questa “nuova” città e dove il bello, la piacevolezza dei segni dell’architettura saranno parte fondamentale del vivere di ogni cittadino. Questa piazzetta è dunque un simbolo che ci richiama alla responsabilità per un futuro che stiamo costruendo con passione e dedizione.

L’Amministrazione comunale di Venezia ha unanimemente voluto dedicare alla memoria di Gianni Pellicani questa piccola, ma importante parte di città.

Gianni Pellicani non è stato solamente un uomo politico di straordinaria acutezza e lungimiranza, un uomo delle istituzioni, un dirigente di illuminato riformismo. Fu soprattutto un amministratore capace di intervenire concretamente nella costruzione del futuro di questa città. Fu capace di affrontare i temi nodali del territorio con visione prospettica ed innovativa, confrontandosi con la concretezza delle azioni e assumendosi la responsabilità delle scelte. Un uomo di rara sensibilità e passione politica che, in una fase nodale e delicata della vita politica e amministrativa di questo Paese, ha saputo piantare a fondo i pilastri di tutto ciò che siamo oggi lasciandoci un’eredità importante che dobbiamo preservare.

L’onore della presenza del Presidente della Repubblica in questo momento e in questo luogo lascerà un segno importante nella nostra comunità. E non sarà solo un atto di memoria pubblica, una semplice liturgia commemorativa quella che oggi stiamo compiendo: la presenza del Capo dello Stato è un segno di attenzione per tutti noi cittadini ed amministratori che vogliamo ispirarci nella nostra azione politica all’operato di un grande amministratore pubblico”.

Inaugurazione della piazzetta Gianni Pellicani – Il discorso del Presidente Giorgio Napolitano

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Discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione dell’intitolazione della piazzetta sottostante la Torre Civica di Mestre a Gianni Pellicani, il 2 settembre 2010.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO:
Cercherò di avere la testa quanto più mobile sia possibile.
Comunque io desidero ringraziarvi vivamente, voi tutti, per il calore della vostra accoglienza. Ho rivisto tanti volti noti, tanti volti amici, volti anche non troppo giovani, come non lo sono io, e sono però molto lieto della presenza di generazioni più giovani. Ho visto autorevoli esponenti della nostra politica democratica che hanno operato qui a Venezia, hanno operato nelle Istituzioni locali, nel Governo nazionale, saluto Gianni De Michelis e tanti altri.
E vorrei dire, sottolineare soltanto questo, che io sono qui certamente per affettuoso ricordo di un mio grande amico, con il quale ho condiviso per lunghi anni ideali ed impegni, politici e parlamentari, ma io sono qui soprattutto per rendere omaggio, nello stesso tempo, ad una importante figura della nostra vita pubblica, un rappresentante delle Istituzioni democratiche, nel Comune, nel Parlamento, ed anche dopo aver lasciato gli incarichi elettivi ha saputo dare prova della sua dedizione alla cosa pubblica impegnandosi in iniziative ed in istituzioni di grande rilievo per lo sviluppo della città, come l’aeroporto di Venezia.
Il Sindaco Orsoni ha detto parole molto appropriate a proposito del suo profilo di amministratore, il profilo di amministratore non è un profilo minore rispetto a quello del parlamentare, rispetto a quello del politico, poi abbiamo figure che non si possono nemmeno considerare strettamente o puramente amministrative, abbiamo soprattutto i governanti delle nostre Regioni, i Presidenti delle nostre Regioni che sono, nello stesso tempo, investiti di forti ruoli di carattere amministrativo, che poi possono delegare e delegano gli Enti locali, e di forti compiti di carattere politico, che si integrano con quelli del Parlamento nazionale e del Governo nazionale in una visione evolutiva dello Stato democratico italiano, lo Stato che nacque anche ferocemente o crudemente accentrato e sta sempre più acquistando le caratteristiche di uno Stato delle autonomie, come d’altronde recita l’articolo 5 della nostra Costituzione, che lega strettamente l’unità e l’indivisibilità della Repubblica alla promozione ed al riconoscimento delle Autonomie. Quindi questa evoluzione senza autonomisti, questo idealistico della nostra Repubblica è garanzia della sua rinnovata unità, di quella rinnovata unità nazionale che è condizione perché l’Italia faccia la sua parte in Europa, faccia la sua parte in un mondo che è così radicalmente cambiato ed in seno al quale le Nazioni europee devono dare prova di coesione interna, ciascuna di esse, e dare prova di coesione proprio come Europa unita.
Io vi saluto, vi ringrazio, naturalmente sarei stato il primo a volermi trattenere un po’ di giorni in più qui a Venezia, ma sono contento che questa mia breve visita si è conclusa a Mestre, in questa città di grande storia e dignità, ha una grande storia anche di partecipazione alla lotta antifascista, di partecipazione alla costruzione democratica, è stata una città anche molto marcata dallo sviluppo industriale e da una forte presenza operaia. So benissimo, ho appena ricevuto anche una rappresentazione sintetica dei problemi che si pongono per l’ulteriore sviluppo dell’industria qui a Porto Marghera, e penso che in realtà sia venuto il momento perché l’Italia si dia nuovamente una seria politica industriale nel quadro europeo e secondo le grandi…
(Applausi)
…secondo le grandi coordinate dell’integrazione europea ed in ossequio, con coerenza, ai grandi principi della libera competizione. Ma abbiamo bisogno di questo, abbiamo bisogno di questo anche per l’occupazione, per i giovani, che nello stesso tempo, credo, possano attingere a tante altre risorse e potenzialità di cui è ricca Venezia, e cioè insieme di cui è ricco il Veneto, bisogna guardare in tutte le direzioni e bisogna farsi carico soprattutto di questi giovani, di questi giovani che oggi sono per noi davvero il motivo principale di preoccupazione, perché attorno alla questione della occupazione giovanile si stringono tutti i nodi dello sviluppo economico e sociale nazionale. Si è anche creata, adesso, da parte degli esperti di statistica una nuova categoria, una nuova sigla, naturalmente inglese, che però si traduce facilmente, c’è una parte, una quota purtroppo assai consistente in Italia di giovani che in questo momento non sono né impegnati in processi formativi né impegnati in processi lavorativi, quindi non sono né employment, né education, né lavoro e nemmeno in processi di addestramento al lavoro. Noi dobbiamo riuscire a dare risposte su tutti questi terreni tenendo conto dei limiti…
(Applausi)
…tenendo conto dei limiti assai stretti entro cui si deve muovere in modo particolare l’azione pubblica per quello che riguarda l’impiego di risorse finanziarie a carico del Bilancio dello Stato.
Questo è un punto ineludibile per qualunque forza politica di Governo o di Opposizione, ed in questo senso voglio ancora ritornare, per finire, un momento sulla figura di Gianni Pellicani.
Le vicende della storia e della politica italiana hanno fatto sì che nel Parlamento nazionale Gianni Pellicani fosse sempre deputato di Opposizione, uomo di Opposizione, ma da uomo di Opposizione egli mostrò di sapersi far carico delle responsabilità del Governo del Paese, e questo è l’essenziale, non solo dimostrò di farsi carico in modo efficace delle responsabilità di Governo in senso amministrativo a livello locale, poi a livello locale Venezia è una grande città del mondo, ma anche come parlamentare non dimenticò mai i vincoli entro cui si possono e si devono compiere le scelte ed anche confrontare le posizioni… oggi abbiamo la necessità di mettere a libero confronto diverse visioni dello sviluppo del Paese nel rispetto di vincoli e di stili che ci debbono impegnare tutti con lo stesso senso di responsabilità e di unità nazionale, con lo stesso senso delle responsabilità che abbiamo per il futuro del nostro Paese ed in modo particolare per il futuro delle giovani generazioni. Grazie.

Inaugurazione della piazzetta Gianni Pellicani

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Sì è tenuta la mattina del 2 settembre 2010 la cerimonia di inaugurazione della piazzetta Gianni Pellicani, ricavata ai piedi della Torre Civica di Mestre in seguito all’abbattimento degli edifici commerciali adiacenti all’antica torre dell’orologio.

La cerimonia ha visto l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ricordato la sua amicizia con l’ex vicesindaco e parlamentare mestrino, e la presenza del Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e del Governatore della Regione Veneto Luca Zaia, oltre ad una nutrita rappresentanza delle cariche istituzionali locali e dei compagni di giunta comunale di Gianni Pellicani.

In calce a questa pagina, i discorsi pronunciati dal Presidente Giorgio Napolitano e dal Sindaco Giorgio Orsoni.

L’Unità d’Italia è un’opera d’arte – COMUNICATO STAMPA

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“Un’accoppiata inedita, formata dal cantattore David Riondino (nella foto) e dal filosofo e politico Massimo Cacciari, accompagnata da un altro filosofo, in veste però di musicista, come Massimo Donà, con il suo Quartet, più la special guest, Paolo Damiani. Si preannuncia davvero come un evento unico e da non perdere “L’Unità d’Italia è un’opera d’arte”, lo spettacolo promosso dalla Fondazione Pellicani, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio comunale, l’Assessorato comunale alle Politiche Giovanili e la Municipalità di Mestre Carpenedo, in programma giovedì 2 giugno, alle ore 21, in piazzetta Pellicani.

L’appuntamento è stato presentato questa mattina al Municipio di Mestre, con una conferenza stampa a cui hanno preso parte il presidente del Consiglio comunale, Roberto Turetta, il presidente della Municipalità Mestre Carpenedo, Massimo Venturini, il segretario della Fondazione Pellicani, Nicola Pellicani.

Obiettivo dello spettacolo è raccontare la nascita del nuovo Stato italiano attraverso la voce dei protagonisti di questa epopea, come Mazzini, Garibaldi e Cattaneo, ma anche di due filosofi: uno della stessa epoca, come Marx, ed un altro del nostro tempo, come Andrea Emo. Saranno così riportate alla luce pagine poco conosciute o addirittura dimenticate, come la “Controcanzone ai Fratelli d’Italia” di Carlo Cattaneo, o “Il governo dei preti. Romanzo storico dei vizi e le nefandezze del pretismo”, scritto da Giuseppe Garibaldi.

“Con questo spettacolo – ha ricordato Turetta – continuano le iniziative da noi promosse, in collaborazione con la fondazione Pellicani, per ricordare il 150° dell’Unità d’Italia. E’ molto significativo che questo appuntamento si tenga in uno dei luoghi recuperati della “nuova” Mestre, ovvero Piazzetta Pellicani.”

“E’ un modo – ha aggiunto Venturini – per allargare il ‘fronte’ della città, che ormai non è solo Piazza Ferretto e Piazza Barche. Come Municipalità vorremmo davvero che Piazzetta Pellicani divenisse un luogo di incontro abituale dei mestrini, nonché sede di eventi culturali importanti: stiamo già pensando, ad esempio, quando sarà completata la sistemazione dell’area circostante, anche ad una rassegna cinematografica all’aperto, mentre la contigua ex scuola De Amicis, potrebbe davvero diventare la ‘Casa della cultura’, ospitando, ad esempio, la stessa Fondazione Pellicani.”

Le iniziative per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

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Tra il febbraio e il giugno 2011, in occasione delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la Fondazione Pellicani ha promosso tre iniziative pubbliche, in parte volte alla sensibilizzazione verso i valori dell’unità nazionale e in parte di approfondimento sulle sfide poste nel presente a questi stessi valori.

I buchi nello Stivale. Slabbrature e cuciture dell’Italia unita

Tre lezioni, con relatori d’eccezione, rivolte agli studenti delle classi prime e seconde del liceo Raimondo Franchetti di Mestre.

25 Febbraio : “Questione federalista. Il caso del Veneto”.
Sono intervenuti Mario Bertolissi (Università di Padova), Giuseppe Goisis (Università Ca’ Foscari di Venezia), Alfredo Viggiano (Università di Padova), Francesco Jori (giornalista).

4 marzo: “Questione meridionale, Questione cattolica, Questione nazionale”.
Sono intervenuti Piero Bevilacqua (Presidente dell’Istituto Mediterraneo di Storia e Scienze Sociali), Massimo Cacciari (Presidente della Fondazione Gianni Pellicani), Alberto Melloni (Segretario della Fondazione per le scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna).

Viva l’Italia!

Sabato 19 marzo Teatro Aurora di Marghera, ha preso vita uno spettacolo incentrato sul libro di Aldo Cazzullo Viva l’Italia!, con spettacolo multimediale. Narratore sul palco, lo stesso Aldo Cazzullo.
Lo spettacolo è stato realizzato in collaborazione con Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona.

L’unità d’Italia è un’opera d’arte

Il 2 giugno, nella Piazzetta Gianni Pellicani, la Fondazione Pellicani ha dato vita a uno spettacolo con testi di Andrea Emo, voce recitante di David Riondino e esibizione musicale dei Massimo Donà Quartet accompagnati da Paolo Damiani. Una serata nella quale David Riondino ha recitato letture risorgimentali di Garibaldi, Mazzini, Cavour, Cattaneo, Marx ed Emo.

Rassegna stampa

Il sottosuolo del presente

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Venerdì 9 dicembre 2017, al Centro Culturale Candiani di Mestre, si è tenuta la presentazione di “Il sottosuolo del presente”, di Enrico Arduin.

Hanno discusso con l’autore Gianfranco Bettin, Riccardo Caldura, Massimo Donà. L’incontro è stato introdotto da Nicola Pellicani.

    La Fondazione Gianni Pellicani è una fondazione di cultura politica inaugurata nel 2007. Si propone di favorire la crescita culturale, sociale e politica della collettività, nonché di stimolare la formazione del pensiero politico e l’evoluzione delle tecniche di gestione della cosa pubblica.
    Il suo piano di attività si articola in tre ambiti: l’accrescimento e la diffusione della cultura politica, l’analisi delle trasformazioni contemporanee della città di Venezia, lo studio della storia politico-amministrativa del Comune di Venezia a partire dal secondo dopoguerra.