Festival della Politica 2024

Condividi
Stampa la pagina

Nell’anno in cui 4 miliardi di abitanti del pianeta venivano chiamati a esprimere il proprio voto in elezioni nazionali o sovranazionali, il Festival della Politica ha acceso i riflettori sul modo in cui le giovani generazioni abitano e immaginano le polis del nostro tempo.
Filo conduttore dell’edizione sono stati i giovani, il loro futuro, la loro condizione nella società e il loro rapporto con la politica, nonché il modo i cui i grandi nodi dell’attualità nazionale e internazionale si riflettono sulla generazione Z determinando sfide, inquietudini e nuove strategie politiche.

Intitolato “Tutta la vita davanti – Una polis per la generazione Z” e curato da Pietro Del Soldà e Sara Sanzi, il Festival della Politica 2024 ha guardato ai giovani non solo come ‘oggetto di politiche’, ma soprattutto come ‘soggetto politico’, dando la parola ad esponenti della Generazione Z che militano con autorevolezza in campi diversi: dalla cultura all’ecologismo, dal femminismo alle questioni di genere. Figure che, con le loro proposte e con il seguito che vanno conquistando anzitutto tra i propri coetanei, ben rappresentano la carica propositiva di una generazione che raccoglie la sfida dell’impegno sociale e politico, ma ne ridefinisce modalità e parole d’ordine. Come l’influencer e attivista culturale Edoardo Prati, il militante ecologista Giorgio Brizio, le giornaliste Jennifer Guerra e Cecilia Pellizzari, l’influencer e scrittor* Charlie Moon, la divulgatrice Sara Segantin, per citarne alcuni.
Accanto a loro sono intervenuti molti affermati protagonisti del dibattito pubblico nazionale: esponenti della politologia, del giornalismo e della ricerca, tra nuovi ospiti e graditi ritorni: da Massimo Cacciari al cardinale Zuppi, da Marco Damilano a Francesca Mannocchi, da Carlo Cottarelli ad Alessandra Ghisleri, da Chiara Valerio a Ilvo Diamanti, da Massimo Ammaniti a Veronica De Romanis.

Con 50 eventi distribuiti in 5 giornate, la XIII Edizione del Festival della Politica ha tessuto un incontro tra diverse generazioni, un campo di dialogo nel quale si è provato a rispondere ad un quesito ambizioso: come possiamo iniziare a pensare una nuova polis, capace di dare spazio e prospettiva ai cittadini più giovani?

La manifestazione ha conosciuto uno straordinario successo anche nella piazza virtuale dei social network, dove ha raggiunto il risultato record di 2 milioni di visualizzazioni. Tra le novità dell’edizione, il nuovo spazio “Fuori Festival” e l’esperimento del “Teatro di cittadinanza”, condotto insieme ai cittadini.

Rassegna stampa

Festival della Politica 2025

Condividi
Stampa la pagina

Cecilia Sala, Vincenzo Paglia, Massimo Cacciari, Linda Laura Sabbadini, Carlo Cottarelli, Annalisa Cuzzocrea, Marco Damilano, Pietrangelo Buttafuoco, Chiara Valerio… Sono 100 gli ospiti che da mercoledì 10 a domenica 14 settembre hanno dato vita ai 46 eventi del Festival della Politica 2025: demografi, giornalisti, filosofi, analisti, scrittori, reporter di guerra. Insieme a loro il Festival ha affrontato temi impegnativi, a cominciare da quello che ha dato il titolo all’Edizione: “Nascere al mondo – Futuro e Demografia”. Il binomio tra demografia e futuro solleva questioni strategiche soprattutto per l’Italia, e i dibattiti della rassegna si sono incaricati di esplorarne le diverse declinazioni.
Ma il Festival della Politica 2025 ha guardato anche ai conflitti che infiammano la cronaca, con incontri che si sono soffermati in particolare sulla crisi di Gaza e le drammatiche evoluzioni del quadrante mediorientale.
E sabato 13 settembre il Festival ha ospitato un evento speciale: una mobilitazione partecipata da molti ospiti del Festival e da più di 500 cittadini, per chiedere a gran voce la liberazione dell’operatore umanitario veneziano Alberto Trentini, detenuto ingiustamente in Venezuela e a cui questo Festival è stato dedicato.
Apertosi con una conversazione tra la curatrice Sara Sanzi e il decano dei demografi italiani, Massimo Livi Bacci, il Festival ha poi ospitato il dialogo tra Massimo Cacciari e il mons. Vincenzo Paglia, le lectio magistralis di Pietro Del Soldà e Serena Bertolucci, il dialogo tra Cecilia Sala e Marino Sinibaldi, e tanti incontri per discutere le implicazioni così vaste della questione demografica. Sono stati approfonditi il problema della maternità nella società contemporanea, la trasformazione del rapporto tra le generazioni, la sfida che l’inverno demografico pone al tessuto economico e al sistema del welfare.
In diversi incontri della sezione “I libri” si è poi tornati a riflettere su un tematica molto cara al Festival: il ruolo e il contributo delle donne nella costruzione dell’Italia repubblicana e democratica.

Festival della Politica 2011

Condividi
Stampa la pagina

Nel 2011 viene dato alla manifestazione un titolo provvisorio, “Voci Fuori Campo – Conversazioni all’Ombra della Torre”. Un nome che sarà conservato anche l’anno successivo, prima di cedere definitivamente il passo al più esplicito “Festival della Politica”.
In questa prima edizione gli ospiti della manifestazione sono stati Walter Veltroni, Marcello Veneziani, Massimo Cacciari, Angelo Panebianco, Fabrizio Roncone, Massimo Donà, Davide Regazzoni, Khaled Fouad Allam, Gianfranco Bettin. Inoltre sono stati ospitati il reading musicale dello scrittore Tiziano Scarpa e il doppio concerto, a cavallo tra oriente e occidente, di Sarawan e Michele Polga.

Rassegna Stampa

Festival della Politica 2012

Condividi
Stampa la pagina

La seconda edizione del Festival (che ancora per quest’anno conserva, accanto alla denominazione “Festival della Politica”, quella di “Voci Fuori Campo”) presenta un programma più ampio e diversificato, già lasciando intravedere la ricchezza di offerta culturale che la caratterizzerà negli anni a venire.
Il Festival inizia anche a moltiplicare le sue location, dando il via alla sua pacifica “invasione” del centro cittadino. I suoi palchi nel 2012 sono tre: al teatro Toniolo, in piazza Ferretto e in piazzetta Pellicani.

Tra gli ospiti dell’iniziativa spicca il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che al pubblico raccoltosi nel teatro Toniolo rivolge un discorso di analisi politica che rimane tra i più intensi e memorabili della sua presidenza. Titolo del suo intervento è “Le nuove mappe della politica in Italia e in Europa”.
L’elenco dei relatori ha compreso poi Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Corrado Augias, Massimo Cacciari, Dacia Maraini, Massimo Donà, Silvia Avallone, ErnestoGalli della Loggia, Giacomo Marramao, Angelo Panebianco, Massimo Giannini, Ilvo Diamanti, Paola Concia, Emanuele Macaluso, Alessandro Aresu, Luca De Biase.

Tra gli eventi collaterali i concerti di Tantatribe, Nossa Alma Canta, Ubi jazz band.

La manifestazione si è svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica: un riconoscimento che, da questo momento in poi, accompagnerà il Festival in tutte le sue edizioni. Inoltre la manifestazione ha raccolto il Patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Venezia.

Rassegna Stampa

Festival della Politica 2013

Condividi
Stampa la pagina

Lectio magistralis, tavole rotonde, incontri con l’autore, reading. Nel 2013 l’offerta del Festival della Politica raggiunge un livello di complessità inedito, offrendo più di 50 eventi distribuiti in 4 giornate, 70 relatori provenienti da tutta Italia, 6 locations principali attrezzate nel centro di Mestre.
I contenuti dell’edizione sono ispirati dal clima di incertezza addensatosi nel paese. Dal lavoro alla finanza, dalla questione settentrionale all’Europa, il Festival ha proposto temi diversi e convergenti nel disegnare l’orizzonte di una crisi (non solo politica) dentro la quale occorre discriminare le opportunità di ripartenza e rinascita.
Temi sviluppati soprattutto nella sezione Dialoghi, che fra gli altri ha ospitato Tito Boeri, Gustavo Zagrebelsky, Marco Revelli, Sergio Chiamparino, Ilvo Diamanti, Lucio Caracciolo, Gianrico Carofiglio, Ezio Mauro, Massimo Cacciari.
Uno spazio di particolare rilievo è stato dato alla voce dei filosofi, a cui è stato chiesto di riflettere sulle trasformazioni più profonde che scuotono l’orizzonte delle democrazie occidentali. Agli eventi della sezione “Filosofia e Politica”, curata da Massimo Donà, sono intervenuti Roberto Esposito, Umberto Galimberti, Carlo Sini, Giulio Giorello, Vincenzo Vitiello, Enrico Ghezzi e altri.
La sezione “Leggere la Politica” ha permesso di esplorare alcune importanti novità editoriali, dialogando con autori come Pietrangelo Buttafuoco, Simonetta Colarizi, Geminello Alvi.
Ogni giorno il Festival si è prolungato fino a notte inoltrata. Le giornate di giovedì, venerdì e sabato si sono chiuse coi reading in piazza Ferretto delle 22:00 di Dario Vergassola, Ottavia Piccolo, Natalino Balasso.
Ogni sera, il ciclo “La Notte dei Pensieri” ha permesso di fare le ore piccole nei locali del centro cittadino, dialogando con filosofi e giornalisti e assistendo a proiezioni cinematografiche.
Al programma principale si sono poi affiancati molti eventi collaterali, che hanno ulteriormente moltiplicato i luoghi e le occasioni di incontro e approfondimento culturale. E per l’intera durata del festival, in piazza Ferretto ha campeggiato “La Libreria della Politica,” allestita insieme a molte librerie della città di Mestre.
Il “Premio Rioba”, istituito dal Festival per premiare il Miglior Blog Politico del 2013 , è stato assegnato al “Nichilista” di Fabio Chiusi.
Come nella seconda edizione, anche nel 2013 il Festival ha riservato ai ragazzi uno speciale laboratorio didattico, che ha coinvolto una ventina di studenti. Tra i suoi temi centrali l’Europa, in vista delle elezioni del Parlamento europeo avvenute nella primavera del 2014.

Un mese dopo la conclusione del Festival della Politica 2013, il nostro mediapartner Repubblica ha voluto premiare il calore che aveva saputo esprimere la città di Mestre durante la manifestazione: il festival itinerante Repubblica delle Idee è così sbarcato a Venezia e Mestre in ottobre, per una speciale edizione lagunare dedicata all’Europa, uno dei temi discussi durante il Festival di settembre.

Rassegna stampa

Festival della Politica 2016

Condividi
Stampa la pagina

Il Festival 2016 si è svolto dal 7 all’11 settembre, e ha visto complessivamente oltre 50 incontri e più di 110 relatori, portando nelle piazze di Mestre circa trentamila cittadini. Tra gli intellettuali e gli esponenti della società civile che hanno dato vita alle discussioni e alle lectio magistralis del Festival possiamo ricordare Ezio Mauro, Francesco De Gregori, Gad Lerner, Andrea Orlando, Brunello Cucinelli, Marco Damilano, Angelo Panebianco, Milo Manara, Renzo Guolo, Dacia Maraini, Marcello Veneziani, Ilvo Diamanti, Ernesto Galli Della Loggia, Massimo Cacciari, Antonio Gnoli, Enrico Ghezzi e tanti altri.
Un incontro con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha inaugurato l’edizione: un dibattito sul tema “politica e sicurezza” che ha introdotto il filo conduttore dell’intera edizione, dedicata all’insicurezza e alla paura come sentimento dominante del tempo che stiamo attraversando. Nei tanti incontri che hanno composto le cinque giornate di manifestazione, si è voluto ragionare su un’Europa che appare sempre più schiacciata sotto il peso dei conflitti internazionali, costretta anche a confrontarsi con la strategia degli attacchi terroristici. Un clima di disorientamento reso più pesante dall’ondata migratoria e da una crisi economica che frustra i tentativi di riattivare la crescita.
Le novità rispetto al passato sono state molte, soprattutto nell’articolazione delle Sezioni Speciali: percorsi tra politica e cultura che come sempre hanno voluto mettere a tema i problemi del presente da una prospettiva ampia, in grado di dialogare con le grandi tradizioni del pensiero europeo. Un ciclo di lectio magistralis, coordinato da Massimo Donà, ha portato illustri filosofi italiani a relazionare sul punto d’arrivo delle loro più recenti ricerche, creando un inedito punto di contatto tra luoghi avanzati della ricerca e largo pubblico. Lo “Spazio Shakespeare”, curato da Antonio Gnoli, è stato un itinerario nell’opera e nell’eredità di William Shakespeare: il cinquecentenario del massimo drammaturgo europeo è stato così celebrato cercando un dialogo produttivo tra studio della tradizione e indagine sul presente. “Politica e Fumetti”, curato da Pier Luigi Gaspa e Giulio Giorello, ha aperto uno spazio di approfondimento focalizzato sul ruolo del fumetto nella vita politica e culturale dell’Italia degli ultimi decenni, spingendo fuori dei loro studi alcune delle matite italiane più famose (Manara, Giardino, Staino tra gli altri) per invitarli a un dialogo diretto con il pubblico.
Insieme agli appuntamenti del programma ufficiale, che come da tradizione si è dipanato nel centro cittadino, gli eventi del Festival Diffuso si sono articolati nell’intero territorio comunale, declinando ulteriormente i temi del Festival attraverso incontri che hanno coinvolto fra l’altro diverse associazioni del territorio.
Come sempre a cura di Mab21 la comunicazione online, che ha permesso la fruizione degli eventi principali del programma anche a distanza, attraverso i social network e il sito ufficiale del Festival.

Rassegna stampa

Festival della Politica 2017

Condividi
Stampa la pagina

La settima edizione del Festival della Politica ha avuto luogo dal 7 al 10 settembre 2017. Un’edizione in gran parte dedicata al grande tema politico esploso nei mesi precedenti: quello del “disordine globale” manifestatosi su diversi scenari internazionali, europei ed extra-europei. I rapporti di forza geopolitici in tumultuosa evoluzione, la crisi economica che ha generato nuove povertà e alimentato diseguaglianze in tutto il pianeta: questi e altri fenomeni sono stati letti nel loro ruolo di agenti di una crescente fragilizzazione degli equilibri globali, enfatizzata dagli atti terroristici e dall’esplosione di conflitti militari e religiosi. Al centro dell’attenzione, in particolare, il fenomeno dell’immigrazione, che ha posto i problemi dell’integrazione su un piano di urgenza politica mai sperimentato in passato, soprattutto a livello di gestione del consenso negli stati democratici.
Un Festival, dunque, che ha riservato un’attenzione particolare alla politica internazionale, e che anche per questo ha visto inaugurare la nuova e proficua collaborazione con il CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale).
Anche nel 2017 diverse sezioni speciali hanno animato le giornate del Festival: Antonio Gnoli è tornato per il quarto anno come curatore del tradizionale ciclo di incontri dedicato ad un protagonista del pensiero politico occidentale. Dopo i percorsi su Machiavelli, Pasolini e Shakespeare, nel 2017 è stata la volta di Dostoevskij, inaspettato maestro della riflessione politologica svelato attraverso quattro diversi itinerari critici. Pier Luigi Gaspa ha animato per il secondo anno lo spazio “Politica e Fumetti”, un viaggio attraverso le “matite” di importanti disegnatori italiani che si sono cimentati sui temi dell’attualità e della politica. Massimo Donà ha coordinato invece il tradizionale “Spazio filosofico”, mettendo a confronto alcuni tra i più vivaci pensatori italiani intorno a problemi attualissimi quali la post-verità e il rapporto tra filosofia e crisi politica globale.
A queste sezioni si si sono affiancate le presentazioni delle novità editoriali insieme agli autori, gli spettacoli (tra cui il particolare “one man show” di Gioele Dix) e gli incontri sulla “Filosofia del cibo e del vino”, in collaborazone con l’omonimo Master dell’Università San Raffaele di Milano. Il “Festival nei Parchi”, inoltre, ha diffuso in tutta la città iniziative dedicate a bambini e ragazzi.
L’Anteprima del Festival è stata dedicata al Centenario di Porto Marghera, con tre appuntamenti che hanno permesso di discutere i nodi posti dal presente (la questione del lavoro, i progetti in campo per la rinascita di Porto Marghera) ma anche di riflettere sul patrimonio di memoria lasciatoci da un secolo di storia del grande polo industriale veneziano.
La comunicazione del Festival è stata curata dallo studio Mab21.
Hanno partecipato all’edizione 2017 del Festival della Politica, tra gli altri, Ezio Mauro, Massimo Cacciari, Piero Fassino, Angelo Panebianco, Lucio Caracciolo, Umberto Galimberti, Ilvo Diamanti, Giacomo Marramao, Marco Damilano, Alessandra Sardoni, Piero Ignazi, Claudio Cerasa, Gioele Dix, Alessandra Necci, Maurizio Ferraris, Vincenzo Trione, Giulio Giorello, Marco Filoni, Romano Gasparotti, Luca Taddio, Rocco Ronchi, Riccardo Caldura, Silvio Testa.

Rassegna stampa

Festival della Politica 2018

Condividi
Stampa la pagina

La galassia dei populismi si espande alle due sponde dell’Atlantico: nella vecchia Europa come nel continente americano. Una crescita di consenso per nuovi leader e per nuove forze “anti-sistema” che sta mettendo in crisi i partiti tradizionali. Nel 2018 il Festival ha discusso un fenomeno, il populismo, che ha assunto una portata globale e interessa tutte le grandi democrazie occidentali.
L’Ottava Edizione del Festival della Politica si è svolta dal 6 al 9 settembre 2018, come sempre preceduta da una giornata di anteprima, mercoledì 5.  L’edizione (segnata da una speciale dedica a Cesare De Michelis, Presidente della Fondazione Pellicani, scomparso nelle settimane precedenti) ha proposto un programma focalizzato sul tema “Populismo e Democrazia”, ed è stata caratterizzata da un record di presenze: oltre 35mila persone hanno riempito le piazze di Mestre nelle cinque giornate di incontri, dibattiti e spettacoli.  Lungo la manifestazione si sono alternati 71 relatori in 33 eventi, distribuiti nelle 5 location della rassegna, comprendenti anche il Teatro Toniolo e il Museo M9.
Tra gli ospiti molti veterani ma anche tante novità: giornalisti, scrittori, donne e uomini di spettacolo, politologi, economisti, filosofi, artisti. Hanno calcato i palchi del Festival, tra gli altri, Oscar Farinetti, Giovanni Floris, Massimo Cacciari, Donatella Di Cesare, Angelo Panebianco, Lucio Caracciolo, Ottavia Piccolo, Marco Damilano, Ilvo Diamanti, Piero Fassino, Silvia Avallone, Francesca Schianchi, Marco Cappato.
Due gli spettacoli al teatro Toniolo di Mestre, che hanno testimoniato tutta la vitalità del teatro civile contemporaneo: “Il nostro domani” con Ascanio Celestini ed “Il condannato. Cronache di un sequestro” con Ezio Mauro.
A Karl Marx è stato dedicato il tradizionale ciclo di incontri curato da Antonio Gnoli, che ogni anno approfondisce un diverso protagonista della cultura occidentale, tematizzandone il pensiero politico attraverso nuovi itinerari critici.
La collaborazione con il CeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale ha permesso di dare vita ad alcuni incontri dedicati alla politica estera.
Tra gli eventi collaterali, gli incontri del “Gioco della Democrazia” hanno offerto ai ragazzi un percorso ludico-didattico che si è sviluppato attraverso parchi e centri sportivi cittadini, e che si è concluso a MChildren, lo spazio multimediale di M9 dedicato ai più giovani.
Come sempre, il Festival ha espresso anche sul web una presenza forte e partecipata: la comunicazione sui social network, curata dallo studio Mab21, ha animato la “piazza virtuale” su diverse piattaforme. I contenuti della pagina Facebook del Festival hanno registrato complessivamente circa 350mila contatti. A questi si aggiungono i migliaia di utenti raggiunti attraverso i tradizionali livetweet su Twitter, a cui hanno spontaneamente contribuito con i loro tweet tanti cittadini. Una novità di quest’anno è stata il profilo Instagram, che in poche settimane di attività è subito arrivato a guadagnare migliaia di visualizzazioni.
Anche in questa edizione le dirette Facebook degli eventi sono state realizzate con la partnership di Venis, che ha supportato anche la realizzazione degli streaming video visibili sul sito del Festival.
L’Edizione 2018, come le precedenti, è stata realizzata dalla Fondazione Gianni Pellicani sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in collaborazione con il Comune di Venezia, la Fondazione di Venezia e il Museo M9, con i Patrocini di Regione Veneto e Città Metropolitana di Venezia. Principale mediapartner della manifestazione è stato il quotidiano la Repubblica.

Rassegna stampa

Festival della Politica 2019

Condividi
Stampa la pagina

Nel 2019, rispondendo alle sollecitazioni di un anno particolarmente intenso sul piano della vita democratica del paese, il Festival della Politica ha dato vita a due distinte manifestazioni.

Dove va l’Europa

Il 26 maggio 2019, 28 Paesi vengono chiamati alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti del Parlamento Europeo. Il voto restituisce una situazione nuova e piena di interrogativi: in primo luogo a Bruxelles, dove si insedia una maggioranza profondamente rinnovata rispetto alla precedente, ma poi anche nel nostro Paese, dove il voto europeo muta i rapporti di forza tra le principali  compagini politiche del paese.
“Dove Va l’Europa” è stata una breve rassegna promossa dal Festival della Politica all’indomani delle elezioni, con il preciso scopo di analizzare questa nuova geografia della politica europea e nazionale. Organizzata da Fondazione Gianni Pellicani in collaborazione con Quorum e YouTrend, ha dato vita a 2 giornate (31 maggio e 1 giugno) nelle quali, nella cornice del chiostro del Museo M9 a Mestre, sociologi, studiosi e giornalisti hanno messo a confronto dati e proiezioni scientifiche che hanno aiutato a decifrare i risultati elettorali e ad immaginare gli scenari a venire.
Tra i relatori Alessandra Ghisleri, Ilvo Diamanti, Renzo Guolo, Lorenzo Pregliasco.

Il Festival di Settembre

Il tradizionale appuntamento di inizio autunno ha avuto luogo dal 5 all’8 settembre, con anteprima mercoledì 4. Al centro di questa edizione del Festival si sono collocati due temi: il nodo della sostenibilità ambientale e la riflessione sulle grandi trasformazioni internazionali avvenute nei trent’anni che ci dividono dalla caduta del Muro di Berlino.
Per approfondire questi temi con uno sguardo capace di superare i confini nazionali, il Festival ha ospitato relatori internazionali di primo piano, come Ségolène Royal, Miguel Angel Moratinos, Yves Mény. Complessivamente sono stati oltre settanta gli ospiti della nona edizione, provenienti dai mondi del giornalismo, della cultura, della politica e della ricerca: tra gli altri Massimo Cacciari, Ernesto Galli Della Loggia, Angelo Panebianco, Carlo Cottarelli, Ilvo Diamanti, Piero Fassino, Marco Damilano, Alessandra Ghisleri, Ezio Mauro, Nando Pagnoncelli, Alessandra Sardoni, David Allegranti. In apertura della manifestazione la lectio magistralis di Gian Enrico Rusconi, dal titolo “A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. Come sta cambiando l’Europa”.
Consolidata la collaborazione con M9 e il CeSPI – Centro Studi di Politica Internazionale – il Festival ha anche dato vita, insieme a Quorum/YouTrend, ad alcuni workshop teorico-pratici dedicati all’approfondimento dei nuovi linguaggi e delle nuove tecniche della politica. Ulteriore nuova collaborazione, focalizzata sui temi della rigenerazione urbana, è stata quella con l’Ordine degli Architetti di Venezia: l’azione degli Architetti ha consentito il recupero e l’utilizzo temporaneo di un luogo strategico di Mestre come l’Ex Emeroteca di via Poerio.
Decine di migliaia di persone hanno partecipato a un festival dalle molteplici sollecitazioni, fortemente influenzato dall’attualità ma anche capace di riflettere su temi di grande spessore storico: il rapporto tra sapere umanistico e sapere scientifico, l’eterno tema dell’incontro-scontro tra le “due culture”, è stato l’oggetto di uno specifico ciclo di dibattiti, curato da Massimo Donà e Giulio Giorello, mentre con lo “Spazio Dante”, curato da Antonio Gnoli, un’ulteriore sezione monografica è stata dedicata alla rilettura del pensiero politico e sociale di Dante Alighieri.
Numeri da record si sono avuti anche nella comunicazione online, come sempre curata da Mab21: 450mila contatti su Facebook, quasi diecimila spettatori online, altre migliaia coinvolte nelle dirette Twitter.

Festival della Politica 2020

Condividi
Stampa la pagina

Nel 2020 il Festival della Politica non ha potuto adempiere a quella che, da sempre, è la sua missione: portare la politica nelle piazze, diffondere il dibattito democratico negli spazi pubblici della città. La pandemia e le conseguenti misure di distanziamento sociale hanno impedito l’organizzazione di un’edizione in presenza.
Tuttavia, proprio gli interrogativi sollecitati dalla crisi sanitaria imponevano di non fermare il dialogo coi cittadini, per tentare di rispondere ad un bisogno di approfondimento critico mai così diffuso e sentito. Il Festival 2020 ha quindi assunto un’inedita fisionomia online, dando vita a due distinte rassegne nel corso dell’anno.

Aspettando il Festival

Tra il 14 aprile e il 15 maggio 2020, mentre il paese si trovava in pieno lockdown, ha avuto luogo “Aspettando il Festival”: 15 conversazioni sul web, trasmesse sui canali social del Festival e della Fondazione Gianni Pellicani, nei quali si è cercato di offrire strumenti utili a comprendere un tempo segnato dalla crisi più grave della storia recente. All’iniziativa, gratificata da oltre 220mila visualizzazioni dei video sulle diverse piattaforme, hanno partecipato Carlo Cottarelli, Massimo Cacciari, Angelo Panebianco, Ilvo Diamanti, Lucio Caracciolo, Lucrezia Reichlin, Gad Lerner, Stefano Feltri, Giovanni Orsina, Paolo Crepet, Alessandro Aresu, Giovanni Diamanti, Massimo Donà, Antonio Gnoli, Paolo Flores D’Arcais, Giacomo Marramao, Piero Fassino, Renzo Guolo.

Politica e Scienza

Successivamente, tra il 26 e il 29 novembre, ha preso vita un programma incentrato sul binomio “Politica e Scienza”. Una rassegna in diretta streaming che i cittadini hanno potuto seguire su Facebook, su Youtube e sulla homepage di questo sito. L’obiettivo era analizzare i rapporti tra il mondo della comunità scientifica – variegato e tutt’altro che immune da frammentazioni – ed il mondo politico, nel quale le logiche del consenso accentuavano polarizzazioni e conflitti. Il “chi decide”, il “come si decide” la gestione della pandemia sono stati nodi centrali, variamente affrontati e sviluppati nei 10 incontri della rassegna
Anche questa seconda esperienza online del Festival ha ricevuto un’accoglienza calorosa, superando ampiamente le 230mila visualizzazioni dei dibattiti. Ciò grazie soprattutto all’alto profilo e alla generosità intellettuale degli ospiti intervenuti: il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, il ministro Gaetano Manfredi, Massimo Cacciari, Maria Chiara Carrozza, Piero Fassino, Alberto Mantovani, Massimo Livi Bacci, Donatella Di Cesare, Antonio Gnoli, Caterina Resta, Chicco Testa, Giovanni Diamanti, Filippo Sensi, Massimo Donà, Guido Moltedo, Sara Bentivegna, Martina Carone, Antonio Pascale, Matteo Angeli.

Anche nel 2020, le iniziative del Festival sono state promosse da Fondazione Gianni Pellicani in collaborazione con Fondazione di Venezia e M9; Main Partner Intesa Sanpaolo; Partners CeSPI – Centro Studi Politica Internazionale, Marsilio, YouTrend e Ytali.

Rassegna stampa

    La Fondazione Gianni Pellicani è una fondazione di cultura politica inaugurata nel 2007. Si propone di favorire la crescita culturale, sociale e politica della collettività, nonché di stimolare la formazione del pensiero politico e l’evoluzione delle tecniche di gestione della cosa pubblica.
    Il suo piano di attività si articola in tre ambiti: l’accrescimento e la diffusione della cultura politica, l’analisi delle trasformazioni contemporanee della città di Venezia, lo studio della storia politico-amministrativa del Comune di Venezia a partire dal secondo dopoguerra.