Rapporto tra città e università – Seminario

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Il progetto Ri-Pensare Venezia, avviato alla fine del 2023, ha conosciuto nel biennio precedente un percorso di avvicinamento fatto di studi e momenti di discussione pubblica, grazie ai quali sono stati esplorati alcuni dei temi che avrebbero contraddistinto il primo focus del progetto.

Il momento saliente è stato il convegno “50 Anni di Legge Speciale per Venezia“, svoltosi nel mese di marzo 2023.
Prima di allora, nel maggio 2022, è stato di particolare importanza un evento che ha permesso di sollevare un tema ugualmente decisivo per la città: il futuro del suo plesso universitario.

Nel seminario “Rapporto tra città e Università”, tenutosi il 16 maggio 2022 presso l’Auditorium M9 di Mestre, è stato presentato e discusso il “Progetto Venezia”, curato dallo IUAV, che prefigura il raddoppio degli studenti universitari presenti in città e l’evoluzione verso un modello di “città-campus”, sull’esempio di Boston.
Il seminario è stato introdotto da Giuseppe Saccà e ha ospitato gli interventi di Benno Albrecht, rettore IUAV, e di Nicola Pellicani.

Rassegna stampa

Il mondo sulle spalle. Una storia famigliare e politica

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Il 28 febbraio 2025, all’Auditorium M9 di Mestre, la Fondazione Pellicani ha presentato il libro “Il mondo sulle spalle. Una storia famigliare e politica”, di Giulio Napolitano.
Con l’autore, hanno discusso Massimo Cacciari e Serena Bertolucci, in un incontro moderato da Nicola Pellicani.

Nel centenario della nascita di Giorgio Napolitano, è stata l’occasione per tornare a riflettere sulla figura dell’ex Presidente della Repubblica, che è stato da sempre un amico di Venezia, fin dall’inizio vicino alla Fondazione intitolata a Gianni Pellicani con il quale ha condiviso mezzo secolo di vita politica.

Giulio Napolitano ci ha consentito di guardare l’ex Presidente da un’angolazione inedita, dal punto di vista del figlio che con una memoria prodigiosa ha sviluppato un racconto in cui il privato si fonde con il pubblico.

Percorsi tematici

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Quando Montefibre si fece set per la moda

Nel 1965, sul “Carosello” della RAI si pubblicizzavano gli abiti creati con una nuova fibra: il lacril. L’innovativa fibra sintetica veniva prodotta negli stabilimenti Montefibre di Porto Marghera. L’azienda era nata come Acsa nel 1957, fondata dalla Edison proprio per la produzione di quella particolare fibra acrilica. Poi confluita nella Châtillon, divenne infine Montefibre.
Il lacril conobbe nel tempo notevole fortuna industriale, e fu inizialmente utilizzata anche per capi di alta fascia. Ma era da far conoscere al pubblico, perché completamente nuova sul mercato. Ecco allora spiegati i Caroselli con Maria Giovanna Elmi, ed ecco spiegato anche il set fotografico che, nel 1965, venne allestito in azienda a Marghera, con elegantissime modelle e gli operai coinvolti nel ruolo di comparse. C’era da far capire ai consumatori italiani che “sintetico è bello”.
Le foto che seguono sono tratte dal Sub fondo fotografico ACSA, parte del fondo archivistico Montefibre.

Ilva: progetti e disegni

L’archivio dell’Ilva di Porto Marghera è stato acquisito dal progetto “Archivi della Politica e dell’Impresa” nel 2013. Una ricca documentazione che parte dalla metà degli anni Venti e termina negli anni Sessanta. Si tratta di circa 3.000 disegni e circa 80 buste contenenti materiale fotografico e pratiche di committenza dei progetti realizzati. Prima della guerra la produzione dell’acciaieria a tre forni elettrici raggiungeva 1.500 T/mese e impiegava 1600 unità, ridotte dopo il conflitto, quando lo stabilimento fu gravemente colpito dai bombardamenti. La crescita riprese nel dopoguerra, tanto da fare dell’Ilva l’industria di Porto Marghera con il maggior numero di addetti (1.700 operai). Attraverso la rilevazione delle comittenze e dei manufatti è possibile seguire le mire espansionistiche del regime fascista, così come le politiche di sviluppo (nell’intreccio tra capitali privati e intervento statale) dei decenni successivi. Tutti elementi che testimoniano l’importanza dell’Ilva di Marghera nel sistema produttivo nazionale e internazionale.

Bombe sulla Vetrocoke

Porto Marghera, area industriale strategica, fu pesantemente bombardata dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, specialmente nel 1944. I bombardamenti miravano a obiettivi militari come depositi di petrolio , raffinerie, stabilimenti chimici e ferroviari, con conseguenze devastanti anche per la popolazione civile.
I primi raid importanti colpirono la zona industriale a partire dal giugno 1940. La primavera-estate del 1944, in particolare, vide bombardamenti ripetuti e intensi, su un territorio più ampio (secondo la nuova strategia dell’”area bombing”) e con un obiettivo primario sull’area industriale e logistica.
Il 28 marzo 1944 vi fu un attacco particolarmente devastante, che causò quasi 200 vittime civili a Marghera e Mestre, distruggendo anche zone abitate.
Il fondo fotografico Vetrocoke ha una ricca sezione che riporta un accurato riscontro dei danni provocati dai bombardamenti sugli impianti industriali. In questa gallery riportiamo una serie di scatti effettuati nel 1944.

Marghera dall’alto

L’Ente Zona Industriale, sorto nel 1924 come “Associazione tra le industrie di Marghera”, nacque al fine di promuovere lo sviluppo delle industrie di Porto Marghera e di fornire assistenza tecnica sui problemi economici e tecnici riguardanti l’area. Il suo Archivio, ricchissimo, conserva le carte prodotte o raccolte dall’Ente, strutturandosi in molteplici nuclei: statuti e disposizioni legislative, progetti e materiali relativi a piani regolatori dell’area portuale, censimenti delle ditte e degli stabilimenti, pubblicazioni e raccolte di materiali fotografici, persino una “Storia documentata delle industrie di Porto Marghera”.
Tra le raccolte fotografiche, una straordinaria collezione di vedute aeree di Porto Marghera, di cui qui presentiamo solo uno stralcio. Le foto aree partono dagli anni Venti e includono la consistente raccolta di scatti realizzati negli anni ’60 dal fotografo veneziano Luigi Bortoluzzi, conosciuto come “Borlui”.
Si tratta di documenti di grande valore per ricostruire la crescita degli insediamenti, la trasformazione del territorio e l’evoluzione del rapporto, così critico, tra il plesso industriale e l’ecosistema circostante.

I volti

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Nel secondo novecento i grandi protagonisti della vita politica erano i partiti di massa, organizzazioni complesse e stratificate. Accanto ai “semplici” militanti erano determinanti le figure dei leader, che agivano nei contesti istituzionali e al contempo vivevano in maniera pervasiva la vita del territorio.

In questa pagina è possibile visionare una selezione del percorso tematico. Per consultare tutte le immagini e le descrizioni comprendenti anno dello scatto, autore e descrizione del soggetto, visita il sito del progetto.

I momenti della socialità

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Nel novecento la politica assolse anche il compito di creare momenti di forte socialità che coinvolgevano decine e decine di persone. Due esempi: le feste dei diversi partiti e le scuole di formazione che spesso si sposavano con periodi di vacanza estivi o invernali.

In questa pagina è possibile visionare una selezione del percorso tematico. Per consultare tutte le immagini e le descrizioni comprendenti anno dello scatto, autore e descrizione del soggetto, visita il sito del progetto.

 

La creazione del consenso

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Le campagne elettorali sono il momento più intenso e visibile dell’attività politica, le ore nella quali la propaganda politica si manifesta con più pervasività. I comizi ne sono il momento apicale. Ma il consenso si costruisce anche con un lungo lavoro, diffuso nel tempo, che spesso si manifesta ai militanti e alla società attraverso convegni, dibattiti e seminari.

In questa pagina è possibile visionare una selezione del percorso tematico. Per consultare tutte le immagini e le descrizioni comprendenti anno dello scatto, autore e descrizione del soggetto, visita il sito del progetto.

Le manifestazioni

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Lavoro, pace, ambiente, eguaglianza… ecco alcuni dei temi che portavano a mobilitazioni oceaniche nelle vie, nelle piazze e nei campi. Un agire che appena possibile usciva dai luoghi unicamente dedicati all’elaborazione e alla condivisione di una linea politica per riversarsi in città.

In questa pagina è possibile visionare una selezione del percorso tematico. Per consultare tutte le immagini e le descrizioni comprendenti anno dello scatto, autore e descrizione del soggetto, visita il sito del progetto.

Governare la città. La sfida del riformismo – Presentazione pubblica

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La presentazione pubblica del volume Governare la città. La sfida del Riformismo, di Gianni Pellicani, è avvenuta il 21 aprile 2008, presso il Centro Culturale Candiani di Mestre. Il convegno ha visto la partecipazione di Massimo Cacciari e Gianni De Michelis, con la moderazione di Leopoldo Pietragnoli e l’introduzione di Nicola Pellicani.

Massimo Cacciari e Gianni De Michelis, autori delle due prefazioni del libro, non si incontravano pubblicamente dalla fine degli anni Ottanta.
I due hanno analizzato l’eredità di Gianni Pellicani e riflettuto su una stagione politica decisiva per la città e per il Paese, per poi proseguire senza soluzione di continuità nei territori della più stringente attualità.

Rassegna stampa

Venezia laboratorio politico – Il convegno

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Con la pubblicazione del Dizionario biografico dei politici veneziani, la Fondazione Pellicani ha messo a disposizione di cittadini e ricercatori cento schede biografiche di politici veneziani, attivi dal 1946 – anno delle prime elezioni amministrative repubblicane – al 1993. Una lunga stagione in cui Venezia, a più riprese, si è costituita come un laboratorio politico capace di anticipare processi e fenomeni che hanno caratterizzato la vita della Prima Repubblica.

L’opera è stata presentata per la prima volta l’11 novembre 2011, al Centro Culturale Candiani di Mestre, nel convegno “Venezia: laboratorio politico”.
Si è trattato di un vivace dibattito che, dopo la presentazione del Dizionario a cura di Nicola Pellicani e Giuseppe Saccà, ha ospitato gli interventi di Cesare De Michelis, Andrea Martella e Ignazio Musu. Accogliendo anche, dal pubblico, gli interventi di alcuni ex-sindaci Venezia.

Rassegna stampa

Fondo Fabrizio Ferrari

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Le oltre 30 fotografie del fondo Ferrari raccontano l’attività politica di Fabrizio Ferrari in particolare quando questi era Assessore al Comune di Venezia con deleghe importanti come quella all’artigianato e al commercio. Attraverso le foto è quindi possibile ripercorrere diversi momenti istituzionali, ma anche alcuni momenti legati all’attività del Partito Socialista Italiano. Il fondo è conservato nell’abitazione dello stesso Ferrari.

In questa pagina è possibile visionare una selezione del fondo fotografico. Per consultare il fondo integrale e le descrizioni delle immagini (comprendenti anno dello scatto, autore e descrizione del soggetto di ciascuna foto), visita il sito del progetto.

    La Fondazione Gianni Pellicani è una fondazione di cultura politica inaugurata nel 2007. Si propone di favorire la crescita culturale, sociale e politica della collettività, nonché di stimolare la formazione del pensiero politico e l’evoluzione delle tecniche di gestione della cosa pubblica.
    Il suo piano di attività si articola in tre ambiti: l’accrescimento e la diffusione della cultura politica, l’analisi delle trasformazioni contemporanee della città di Venezia, lo studio della storia politico-amministrativa del Comune di Venezia a partire dal secondo dopoguerra.