Il convegno “Gianni Pellicani 2006-2016. Il Riformismo a Venezia e in Italia” si è tenuto il 23 aprile 2016 presso lo IUAV di Venezia.
L’incontro si è articolato in due sessioni.
La mattina è stata dedicata all’approfondimento di alcuni momenti significativi della vita politica e amministrativa di Venezia, di cui Gianni Pellicani è stato uno dei protagonisti. Sono state presentate due relazioni di giovani storici, che perciò non hanno né conosciuto Gianni Pellicani, né tantomeno vissuto quella fase storica della città, proprio per cercare di dare un’impostazione storica e non improntata alla memorialistica. A seguire ha avuto luogo una tavola rotonda corredata di alcune testimonianze sul ruolo di Gianni Pellicani, sempre in relazione alle vicende della politica cittadina.
La seconda sessione, nel pomeriggio, ha preso in esame il tema del riformismo italiano con l’obiettivo di ragionare – in senso trasversale alle appartenenze partitiche dunque includendo le aree riformiste del PCI del PSI e di altre formazioni laiche e cattoliche – sul perché la sinistra riformista italiana non sia riuscita a trovare un terreno comune per portare avanti delle riforme economiche, sociali, istituzionali delle quali poi la mancanza si è sentita in maniera drammatica. Il tutto con particolare attenzione al periodo compreso tra la fine della solidarietà nazionale e la svolta della Bolognina.
Il Programma:
Ore 9.30 – SALUTI ISTITUZIONALI
– Presieduti da Cesare De Michelis
Ore 10.00 – PRIMA SESSIONE – IL GOVERNO DELLA CITTÀ
– “1966 – 1975: la legge speciale e il governo della città”. Relazione di Giuseppe Saccà
– “Comunisti e socialisti a Venezia tra anni settanta e ottanta”. Relazione di Livio Karrer
– I testimoni. Tavola rotonda presieduta da Cesare De Michelis con:
Marino Cortese, Gianfranco Rocelli, Paolo Costa
Ore 14.30 – SECONDA SESSIONE – LA STAGIONE DEL RIFORMISMO IMPOSSIBILE
– “Trasformare le istituzioni repubblicane: il ruolo del PCI”. Relazione di Sandro Guerrieri (Docente di storia delle istituzioni politiche italiane ed europee e di storia della pubblica amministrazione all’Università La Sapienza di Roma.).
“Uno stato gonfio ed eccedentario non ha più l’operatività delle strutture lucide ma l’inutilità delle strutture informe”, così il Censis – nel 1985 – tratteggia lo Stato italiano e la sua funzionalità, una frase che in poche parole evidenzia uno dei temi del dibattito politico più importanti negli anni Ottanta. Non a caso durante gli anni Ottanta si susseguono i lavori di numerose commissioni bicamerali con l’ambizione di riformare più o meno radicalmente la Costituzione italiana. Un dibattito molto acceso che vide tra i protagonisti il PCI.
– “Il sistema politico italiano e la crisi della politica: una prospettiva comparata”. Relazione di Giovanni Orsina (politologo e storico, docente di storia contemporanea alla LUISS-Guido Carli di Roma, dove è anche Direttore del Master in European Studies)
Come ben noto il ruolo dei Partiti nella cosiddetta Prima Repubblica è stato fondamentale. Gli anni Settanta e Ottanta sono due decenni nel quale si avvia a conclusione questa stagione, cambiano i protagonisti all’interno dei partiti come alcune caratteristiche del loro agire politico in un quadro generale di “crisi della Repubblica”. Per cogliere appieno le peculiarità di questi passaggi e di alcuni nodi insoluti è utile inserire la vicenda italiana all’interno del più ampio quadro europeo occidentale.
– “PCI-PSI, un dialogo (im)possibile”. Relazione di Marco Gervasoni (Docente di Storia contemporanea all’Università del Molise, collaboratore del «Corriere della Sera»)
La sinistra in Italia, rispetto alla maggioranza dei paesi europei, ha espresso raramente e per brevi periodi leader di governo. Molte le ragioni di tale incompiutezza, un fallimento politico e culturale che ha pesato e pesa molto sulla storia italiana: la rivalità accesa tra PCI e PSI è stata fatale non solo alle due forze politiche, ma in buona sostanza al paese nel suo complesso.
– I testimoni. Tavola rotonda con Massimo Cacciari, Ciriaco De Mita, Rino Formica.
Ore 17.00 – CONCLUSIONI
– Intervento di Giorgio Napolitano, Presidente Emerito della Repubblica.